C’era una volta il 10 gennaio 1946. Quel giorno di ottant’anni fa, quando il voto alle donne era ancora un diritto da conquistare, si riuniva il primo Consiglio Valle della storia. A individuarne i 25 componenti non erano state delle elezioni, ma il Comitato di Liberazione nazionale. Tra loro, una sola donna: Maria Ida Viglino. Insegnante, antifascista e autonomista, aprì la strada alla presenza femminile nelle istituzioni regionali.
In ottant’anni, sono state 34 le donne entrate in Consiglio regionale. Una storia di impegno politico al femminile che scorre tra le fotografie della mostra “80 ans d’engagement politique au féminin”, arricchendo il foyer dell’Assemblea, al primo piano del Palazzo regionale, ad Aosta.
Inaugurata lo scorso 6 giugno, in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne al referendum del 2 giugno 1946, l’esposizione «vuole far riflettere sul doppio significato della cittadinanza democratica: quello dell’elettorato attivo, cioè il diritto di votare, e quello dell’elettorato passivo, cioè il diritto di essere elette – dichiarano il Presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi e la Vicepresidente Loredana Petey -. È proprio su questo secondo versante che si misura, nel tempo, la reale inclusione delle donne nella rappresentanza politica. Questa mostra nasce non soltanto per celebrare una ricorrenza storica, ma anche per custodire e valorizzare la memoria delle donne che hanno contribuito, ciascuna con il proprio impegno, alla vita democratica e istituzionale della Valle d’Aosta.»
Dopo Maria Ida Viglino, è Anaïs Desaymonet Ronc la prima e unica eletta alle elezioni regionali del 1949, a cui partecipano al voto anche le donne. Accanto a lei, sul finire della legislatura, torna Maria Ida Viglino, da Assessora tecnica all’istruzione. Un incarico che ricoprirà da eletta in altre due legislature, dal 1973 al 1978. Poi un vuoto di vent’anni. Bisognerà aspettare il 2003 per vedere di nuovo una donna in Giunta: è Teresa Charles a cui viene affidata ancora una volta l’istruzione.
Diverse legislature hanno visto una sola Consigliera in Aula, mentre altre hanno registrato una presenza più ampia, ma comunque minoritaria. Marie Céleste Perruchon, vedova di Émile Chanoux, con 25 anni da Consigliera, è la più longeva della storia valdostana ed è anche la prima donna a ricoprire la carica di Vicepresidente del Consiglio Valle.
Negli anni successivi, altre tappe segnano un lento ma significativo cambiamento: nel 2012 Emily Rini diventa la prima Presidente del Consiglio Valle, mentre nel 2018 Nicoletta Spelgatti è la prima donna a guidare la Regione, in una legislatura che registra il record di presenza femminile: 8 elette su 35 Consiglieri che diventano 10 sul finire del mandato. Anche nella legislatura iniziata nel 2025 le donne elette sono aumentate: si è passati dalle 4 della precedente alle 7 attualmente in carica.
Perché raccontare la storia di queste donne? Per riconoscere il valore di una presenza che, sebbene limitata nei numeri, ha lasciato un segno importante nelle istituzioni regionali, aprendo la via alle generazioni future e contribuendo all’evoluzione della democrazia rappresentativa.