La Saint-Ours 2026

Il 30 e 31 gennaio 2026 Aosta celebra la Millenaria: dove esserci è tradizione.

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Quando l’inverno stringe Aosta nel suo abbraccio più autentico, la città si risveglia e diventa racconto collettivo. Accade il 30 e 31 gennaio, mentre la Saint-Ours torna ad animare vie, piazze e cortili del centro storico, trasformando il capoluogo valdostano in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove artigianato, cultura ed eventi convivono senza interruzioni. In questi due giorni, la città si lascia attraversare da un flusso continuo di persone, voci e colori, in un’atmosfera sospesa tra passato e presente, capace di coinvolgere residenti e visitatori in un’esperienza condivisa e profonda.

La più grande e antica fiera di artigianato delle Alpi affonda le sue radici nel Medioevo e si svolge da oltre mille anni nel borgo della città: celebra la straordinaria maestria degli artigiani valdostani e coinvolge i visitatori con suoni, sapori, storie e folklore. Ogni edizione rinnova un rito antico, fatto di gesti tramandati, materiali naturali e creatività che nasce dal territorio, rendendo la Foire non solo un appuntamento imperdibile, ma un vero e proprio simbolo identitario della Valle d’Aosta.

Come da tradizione, si parte già il 29 gennaio con il Concerto di Apertura alla Chiesa di Sant’Orso, che introduce il pubblico all’atmosfera della manifestazione attraverso musica e spettacolo. Un appuntamento che apre idealmente le porte della Fiera, creando un ponte tra cultura e tradizione e accompagnando la città verso i giorni più intensi della celebrazione.

La Saint Ours 2026 - Manifesto ufficiale

il programma

Come da tradizione, si parte già il 29 gennaio con il Concerto di Apertura alla Chiesa di Sant’Orso, che introduce il pubblico all’atmosfera della manifestazione attraverso musica e spettacolo. Un appuntamento che apre idealmente le porte della Fiera, creando un ponte tra cultura e tradizione e accompagnando la città verso i giorni più intensi della celebrazione.

Si entra poi dal vivo il 30 gennaio, quando fin dalle prime ore del mattino il percorso fieristico prende vita con oltre mille artigiani e con l’Atelier des Métiers – già aperto dal 29 e fino al 1° febbraio – dove i professionisti espongono e vendono i propri manufatti. Passeggiando tra i banchi, è possibile osservare dal vivo le tecniche di lavorazione, dialogare con i creatori e scoprire oggetti unici, frutto di pazienza, abilità e passione. Durante la giornata, incontri e attività dedicate anche ai più piccoli rendono la Foire un’esperienza partecipata e dinamica: la Veillà di Petchou è un evento destinato ai bambini che propone laboratori di falegnameria didattica, teatro, giochi in legno giganti, attività di animazione ed esposizioni di sculture realizzate da alcune scuole valdostane, avvicinando le nuove generazioni al mondo dell’artigianato.

Il 31 gennaio, l’esposizione artigianale prosegue lungo l’intero percorso storico, affiancata da momenti di valorizzazione del sapere artigiano, dimostrazioni e appuntamenti dedicati alla creatività e alla trasmissione delle tradizioni. È una giornata che celebra il lavoro manuale come patrimonio vivo, capace di rinnovarsi senza perdere autenticità, e che rappresenta il cuore più profondo della Saint-Ours.

In entrambe le giornate, il programma si intreccia con quello del gusto: nei punti “Rossoneri”, aperti dal 29 gennaio e fino al 1° febbraio, è possibile fermarsi per degustazioni, assaggi e soste calde tra zuppe, specialità montane e prodotti del territorio, accompagnati da vini di montagna e bevande tradizionali. Un percorso di sapori che completa l’esperienza sensoriale della Fiera e racconta la Valle d’Aosta attraverso la sua cucina.

Con il calare della sera del 30 gennaio, la Saint-Ours cambia ritmo e lascia spazio agli eventi serali. La città si anima con gruppi folkloristici e la distribuzione gratuita di brodo e vin brûlé, dando inizio alla tradizionale veillà, che prosegue fino alle prime luci dell’alba del 31 gennaio tra convivialità, cantine aperte e incontri sinceri, in un clima di festa diffusa che coinvolge tutta Aosta.

E per tutta la durata della Fiera, l’artigianato dialoga con l’enogastronomia locale: dalla Fontina DOP d’Alpeggio al pane nero di segale, dalle mele Renette al miele di montagna, dal Fromadzo al Jambon de Bosses, fino ai distillati a base di génépy ed erbe alpine, che accompagnano il visitatore alla chiusura della manifestazione il 31 gennaio, con la premiazione della Fiera di Sant’Orso e lo spettacolo di shiusura “Les montagnards sont là” con Philippe Milleret. 

La “Millenaria” non è solo un evento di due giorni: è un’esperienza che coniuga tradizione, creatività, musica e convivialità; un patrimonio vivo che, anno dopo anno, il 30 e 31 gennaio continua a raccontare la Valle d’Aosta al resto del mondo.

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