Costruito nei primi del Novecento come residenza di villeggiatura, il Castello Gamba deve il suo nome al barone torinese Carlo Maurizio Gamba, che lo volle edificare come omaggio d’amore per la moglie Angélique Passerin d’Entrèves, originaria di Châtillon. La struttura sorge in posizione panoramica sullo sperone roccioso di Crêt-de-Breil, a strapiombo sulla Dora Baltea, con una vista sulle montagne valdostane che è già di per sé un’esperienza. Oggi il castello è il Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta: un luogo dove la bellezza del parco secolare che lo circonda e la qualità delle collezioni si fondono in un’esperienza culturale unica.
È in questo spirito che nasce il progetto “Cultura senza barriere: il Castello Gamba da toccare, vedere e sentire“, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un intervento che non si limita a rendere gli spazi fisicamente percorribili, ma ridisegna l’intera esperienza di visita secondo i principi dell’Universal Design. L’area di accoglienza e la biglietteria sono state ripensate nel dettaglio: un bancone accessibile per chi si sposta in sedia a ruote, un’illuminazione migliorata per le persone ipovedenti, e una pavimentazione tattile che consente ai visitatori ciechi di orientarsi in autonomia, raggiungendo la biglietteria, il guardaroba e l’ascensore per i piani superiori del museo.
Le novità più sorprendenti, però, riguardano il modo in cui il castello racconta se stesso. Una nuova app multifunzione guida il visitatore attraverso le collezioni con audiodescrizioni, contenuti in Lingua Italiana dei Segni e un modulo di gamification che trasforma la visita in un’avventura interattiva tra arte, architettura e natura. Per chi preferisce qualcosa di più concreto tra le mani, è disponibile una guida semplificata in linguaggio chiaro. Completano il quadro i materiali tattili: un modellino 3D del castello e del parco, i fogli in rilievo di alcune opere della collezione e le targhe in braille per le piante monumentali del giardino.
Il Castello Gamba dimostra così che un museo può essere molto più di un contenitore di opere, ma può essere uno spazio vivo, pensato per accogliere davvero chiunque. Un luogo dove la cultura non ha porte chiuse, e dove ogni visitatore, indipendentemente dalle proprie condizioni, può trovare il proprio modo di meravigliarsi.