Venerdì 27 febbraio 2026, alle ore 18, presso le sale espositive del Museo Archeologico Regionale di Aosta, sarà inaugurata la mostra Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia.
L’esposizione, in linea con gli approfondimenti sull’arte moderna tra Otto e Novecento presentati nel corso degli anni nella sede espositiva regionale, è curata da Valeria Gorbova e Daria Jorioz e propone per la prima volta in Italia una mostra antologica sul pittore americano di origine bielorussa, attraverso una selezione di 35 dipinti, documentando la raffinatezza di un autore apprezzato in Europa e negli Stati Uniti, che ha interpretato in maniera personale il modernismo francese e l’eredità rinascimentale italiana.
Il percorso espositivo si compone di cinque sezioni tematiche: Caffè e interni, Infanzia, La danza, L’eco del classico e Frammenti di vita, accompagnando il visitatore a ripercorrere la vicenda umana e artistica di un pittore che sfugge alle classificazioni.
Grigory Gluckmann (1898-1973) nacque a Polotsk, allora parte dell’Impero Russo. Nel 1917 entrò alla Scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, ma nel 1920, nel pieno degli sconvolgimenti rivoluzionari, emigrò a Berlino. Nel gennaio 1924 lasciò Berlino e si recò in Italia. Trascorse nove mesi a Firenze, dove lavorò nei musei e, per la prima volta, in uno studio tutto suo. Questo periodo si rivelò decisivo nella sua biografia artistica: immerso nello studio della pittura rinascimentale, adottò la tecnica della pittura su tavola lignea, raramente utilizzata dagli artisti del Novecento e che caratterizzò tutta la sua carriera. Durante il soggiorno italiano partecipò anche alla Biennale di Venezia, entrando così nel circuito espositivo internazionale.
Sempre nel 1924, Gluckmann si stabilì a Parigi, allora centro artistico internazionale. Il suo debutto parigino alla Galerie Druet attirò l’attenzione del pubblico e dei critici. Negli anni Venti e Trenta espose regolarmente nei maggiori saloni parigini, dal Salon des Tuileries al Salon d’Automne. Entrò a far parte del milieu artistico cosmopolita dell’École de Paris, una comunità composta in gran parte da artisti stranieri per i quali Parigi rappresentava libertà artistica e scambio culturale.
Nel 1937 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Salon di Parigi, uno dei riconoscimenti più significativi della sua carriera europea. Gli anni Trenta del XX secolo furono caratterizzati da un’intensa attività espositiva e da una crescente visibilità sulla scena artistica parigina: in quel periodo dipinse strade e caffè parigini, folle di abitanti della città e scene di vita urbana. In alcune composizioni raffigurò nudi femminili sensuali ed episodi della Parigi notturna. Due opere di questo ciclo, Rêverie (Due donne al caffè) e Un angolo di Parigi sono esposte in mostra.
Lo scoppio della Seconda guerra mondiale lo costrinse nuovamente all’esilio. Dopo un periodo nel sud della Francia, nel 1941 emigrò negli Stati Uniti con l’aiuto del violinista Jascha Heifetz, che sarebbe diventato uno dei suoi più importanti collezionisti. Si stabilì tra New York e Los Angeles, dividendo il suo tempo tra le due città. Nel 1945 ricevette il Watson F. Blair Prize dall’Art Institute of Chicago, nel 1948 fu nominato Respected Fellow della Royal Society of Art di Londra e nel 1968 divenne membro della Benjamin Franklin Society of Art. Dagli anni Quaranta fino ai primi anni Settanta rimase impegnato nell’attività artistica ed espositiva negli Stati Uniti.
Grigory Gluckmann morì nel 1973. La sua carriera, che si estese tra Russia, Germania, Italia, Francia e Stati Uniti, riflette la storia più ampia dell’esilio artistico e della migrazione culturale del Novecento. Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, e la sua eredità continua a essere oggetto di rilettura nel contesto della pittura figurativa moderna e della storia dell’arte dell’emigrazione.
Scrive la curatrice Daria Jorioz: “È come se Grigory Gluckmann oscillasse continuamente tra passato e presente, inesorabilmente chiamato a guardare la bellezza dell’Antico ma desideroso di rielaborarla riconsegnandola a noi attraverso lo sguardo di un uomo del Novecento. Canta la donna come il Petrarca, in una poesia non priva di sacralità, poi ne decostruisce l’immagine e ne narra le contraddizioni e le fragilità come aveva fatto anni prima Henri de Toulouse-Lautrec.”
Tra i soggetti prediletti da Gluckmann vi sono le scene di balletto che rinviano a un primo sguardo a Edgar Degas e rivelano la sua attenzione per momenti di attesa dietro le quinte, dove le figure sono raffigurate con le loro fragilità interiori come in Grandi aspettative, Sogni di domani e Prima apparizione, opere presentate in mostra.
Nel trattamento del nudo femminile, Gluckmann si rifaceva alle tecniche degli antichi maestri. La materia preziosa e smaltata delle tavole dipinte rinvia alla tecnica ad olio su supporto ligneo dei maestri antichi, fatta di sovrapposizioni di sottilissimi impasti: una scelta che raggiunge esiti altissimi in un’opera della maturità assegnabile al periodo americano, dal titolo Composition, presente in mostra.
“L’opera di Grigory Gluckmann, conclude la co-curatrice Valeria Gorbova, incarna la complessità del Novecento: migrazioni culturali, sintesi artistiche e la ricerca di armonia in un’epoca segnata da traumi storici. La sua pittura non ricerca lo spettacolo – al contrario. Offre una visione profonda e intima del mondo. Questa mostra lo restituisce al contesto internazionale dell’arte moderna, riscoprendo un artista il cui genio oggi risuona con rinnovata forza.”
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue nella doppia versione italiano-francese e italiano-inglese, edito da Mandragora, con testi di Valeria Gorbova, Daria Jorioz e Marty Wolpert, acquistabile in mostra al prezzo di 32 euro.
Biglietti: intero 8 euro, ridotto 6 euro.
La mostra è inserita nel circuito di Abbonamento Musei.
Museo Archeologico Regionale
Piazza Roncas 12 – Aosta
Tel. 00390165275902
28 febbraio – 2 giugno 2026.
Orario di apertura: 10-13 e 14-18. Chiuso lunedì.
Tel. 00390165275937
Fonte: Regione autonoma Valle d’Aosta – Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie – Struttura Attività espositive e promozione identità culturale