Distillerie Saint-Roch: uno sguardo al futuro

Qualità, innovazione e rispetto dell’ambiente

Abbiamo avuto il piacere di visitare lo stabilimento delle distillerie Saint-Roch, una delle realtà imprenditoriali più importanti e conosciute della Valle d’Aosta. Una vera chicca, fondata nel 1968 ma la cui storia ha radici addirittura alla fine del 1800 e che oggi ha deciso di scommettere su un futuro fatto di qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente che le possa consentire di confermarsi come una delle più interessanti realtà produttive non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed internazionale.

Proprio in virtù di questa visione lo storico stabilimento di Quart, alle porte di Aosta, è stato oggetto nei mesi scorsi di alcuni importanti lavori di ammodernamento dell’impianto di distillazione che, grazie ad un investimento di circa 1,5 milioni di euro, permetterà alla distilleria, che ai liquori e distillati Saint-Roch affianca anche quelli a marchio Levi e Ottoz, di triplicare la propria capacità produttiva ed ampliare la propria gamma di prodotti. Ma a rendere il più recente intervento di ammodernamento un elemento di particolare eccellenza non è solamente l’aumento della capacità produttiva, quanto piuttosto la scelta di una tecnologia per l’alimentazione degli impianti a bassissimo impatto ambientale.  

La sede di Quart della Distilleria Saint-Roch è stato, nel 1968, il primo capannone industriale valdostano e già tra il 2012 ed il 2013 l’azienda decise di dotare la propria struttura produttiva di un grande impianto fotovoltaico installato sul tetto dello stabilimento. Da allora altri importanti passi sono stati mossi nella direzione della valorizzazione e della tutela del territorio, dall’utilizzo di prodotti provenienti esclusivamente da filiera interamente valdostana al lavoro condotto per l’ottenimento e la promozione dell’indicazione geografica per il Génépy valdostano.

E’ in questo percorso che si inserisce l’ultimo intervento di ammodernamento dell’azienda. Allo storico impianto da 500 litri è stato infatti affiancato un nuovo alambicco a colonna dalla capacità di 1000 litri, portando la capacità totale a 1500 litri, con importanti migliorie in termini di quantità di vinacce distillabili e, di conseguenza, con una migliore resa in termini di “freschezza”, genuinità e qualità del prodotto.

L’intero impianto di distillazione, che può contare anche su di un moderno sistema di caricamento automatico delle vinacce, vede l’energia necessaria alla produzione del vapore per la distillazione provenire non più dal metano, ma direttamente dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto.

Si tratta di un unicum a livello regionale e nazionale, con solamente altre due realtà europee che, proprio per l’esigenza di avere a disposizione un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, possono contare su un sistema di produzione di questo tipo.

“La tutela e la valorizzazione del territorio – spiega Nicola Rosset, titolare della Distilleria Saint-Roch – sono da sempre un punto di forza per la nostra azienda. Siamo convinti che l’eccellenza e l’unicità della nostra regione siano elementi di grande qualità e che per questa ragione vadano tutelati e promossi. In questa direzione abbiamo lavorato in questi anni lungo un percorso di cui questo ultimo ammodernamento rappresenta solamente il passo più recente”.

“Siamo certi – conclude Rosset – che questo nuovo impianto, facendo anche fronte all’espansione vitivinicola valdostana, ci permetterà di rispondere al meglio ad una sempre maggiore richiesta del mercato, anche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, come ad esempio il primo whisky valdostano di cui abbiamo già avviato una prima distillazione e che, dopo un affinamento di due anni, potremo proporre sul mercato”.

Proprio questa costante ricerca della qualità, insieme alla capacità di innovazione nella ricerca e nella produzione e all’attenzione nella scelta delle materie prime provenienti da filiera interamente valdostana, ha permesso alla Distilleria Saint-Roch di ottenere importanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale tra i quali spiccano, solo per citare i più recenti, il World Grappa Award 2021 per la Grappa Monovitigno di Prié Blanc di Levi, la medaglia d’oro dell’Ebo Lebo Gran Riserva di Ottoz al Concours Mondial de Bruxelles e all’International Wine & Spirit Competition.