Quando la neve copre i pascoli e le creste delle montagne si stagliano contro il cielo terso, la Valpelline si trasforma in un rifugio di silenzio. A Bionaz, Daniele Pieiller, titolare dell’Espace Alpe Rebelle e fondatore dell’associazione NaturaValp, riconosciuta dalle Nazioni Unite come esempio di turismo responsabile sulle Alpi, accoglie chi cerca in montagna qualcosa di più di una semplice vacanza.
“Non abbiamo un paradiso per gli stambecchi come a Cogne, ma un piccolo paradiso per gli uomini, un angolo remoto dove si può ancora vivere qualche giorno di vera tranquillità“, racconta Pieiller, riprendendo le parole con cui l’abbé Henry descriveva già un secolo fa la sua valle. È un’idea di accoglienza che rifiuta la fretta: “Siamo stati educati a lavorare a testa bassa, ma io ho scelto di fermarmi a spiegare, a raccontare perché qui si sta bene“.
D’inverno la Valpelline offre un ventaglio di modi per riscoprire questo ritmo. “Le camminate sulla neve e le ciaspolate restano il modo più semplice per vivere la nostra valle: bastano gambe buone e voglia di silenzio, e i boschi e gli alpeggi dipingono un paesaggio che sembra sospeso nel tempo“, spiega Pieiller. Per chi cerca più fatica e più quota, c’è lo scialpinismo: pelli di foca, luce tersa e panorami che dai colli si aprono fino alle cime di confine con la Svizzera.
Ma è un’altra esperienza a colpire di più i suoi ospiti: la camminata con i ramponi lungo i torrenti ghiacciati. “È un ambiente strepitoso, quasi surreale: l’acqua che si ferma a metà nella sua corsa, le cascate trasformate in colonne di cristallo. Non serve essere alpinisti, basta la voglia di guardare la montagna con occhi diversi“, racconta.
E poi, naturalmente, il relax: giornate scandite dal fuoco del camino, dalla cucina di montagna e dal nulla-da-fare che in Valpelline diventa un valore. “Il vero lusso, oggi, è il tempo che si concede a sé stessi. Chi arriva qui capisce presto che rallentare non è una rinuncia, ma un modo per riconciliarsi con la natura e con sé stessi“, conclude Pieiller.
Non è un caso che l’esperienza di NaturaValp sia stata scelta dall’ONU come esempio internazionale di turismo responsabile in ambiente montano. In un’epoca segnata dall’overtourism delle grandi mete alpine, la Valpelline dimostra che si può costruire un’accoglienza diversa: piccola, diffusa, fondata sulla conoscenza del territorio più che sulla sua saturazione. Un modello che, silenzioso come la neve che lo ricopre ogni inverno, guarda lontano.