Il frutto di tanti gesti

Il Premio regionale per il Volontariato racconta una Valle d’Aosta terra di solidarietà

Ogni suo chicco è un piccolo gesto che, insieme a tanti altri, dà forma a qualcosa di grande. È questo il significato racchiuso nel melograno scelto come simbolo del Premio regionale per il Volontariato, promosso dal Consiglio Valle: un’immagine che racconta il valore del tempo donato agli altri, dell’impegno delle associazioni che, attraverso il lavoro dei loro volontari, trasformano la solidarietà in presenza, cura e azioni concrete. Gesti e realtà diverse che, insieme, contribuiscono a costruire il bene comune e raccontano una Valle d’Aosta in cui la solidarietà è parte viva delle comunità.

Giunto alla sua 17ª edizione, il Premio ha visto consolidarsi negli anni una rete di realtà che condividono l’obiettivo di valorizzare il volontariato e la sua capacità di generare bene per la comunità: oltre al Consiglio regionale, il Csv Valle d’Aosta, i Lions Club Aosta Host, Aosta Mont Blanc e Cervino, i Rotary Club Aosta e Courmayeur-Valdigne, la sezione valdostana dell’Associazione nazionale Alpini e, da quest’anno, anche il Soroptimist International Club.

Cerimonia di consegna per il premio regionale per il volontariato 2026

«Il volontariato è una delle espressioni più autentiche della nostra regione – sottolinea il Presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, Stefano Aggravi – perché nasce dalla scelta di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie per gli altri. È un modo di essere che appartiene alla cultura della montagna, dove si sa che non si affronta una salita da soli e che poter contare sugli altri fa la differenza. Il Premio vuole essere un grazie a chi ogni giorno si impegna, spesso lontano dai riflettori, e un modo per far conoscere la ricchezza di queste esperienze, che contribuiscono a rendere più forte la nostra comunità

Le storie raccontate dal Premio sono molte e diverse: dall’inclusione delle persone con disabilità alla tutela della salute, dal sostegno alle persone più fragili alla promozione del benessere, fino alla capacità di creare occasioni di incontro tra generazioni e territori. Storie che partono da realtà quotidiane e che, spesso, nascono da uno sguardo attento su ciò che accade intorno: un bisogno da intercettare, una difficoltà da affrontare, un’opportunità da creare. È questa capacità di osservare e di trasformare le idee in progetti a rendere preziose queste esperienze.

Dal 2026 il Premio si rinnova con un nuovo regolamento, adottato lo scorso maggio dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio, che amplia le finalità dell’iniziativa e apre alle candidature di progetti capaci di contribuire in senso più generale al benessere delle persone e della collettività. Perché è proprio questa la forza del volontariato: tanti gesti diversi che, insieme, fanno comunità. È da qui che prosegue il Premio, con lo sguardo rivolto a nuove forme di impegno e di solidarietà.