Che cosa rimane di un bene culturale quando rischia di scomparire? E come può continuare a parlare a coloro che vivono il territorio a cui appartiene?
È da interrogativi come questi che prende avvio la quattordicesima edizione di Plaisirs de culture en Vallée d’Aoste, in programma dal 19 al 27 settembre 2026, dedicata quest’anno al tema «Patrimonio a rischio. Rinnovare, resistere, reinventare».
Un tema che invita a guardare al patrimonio culturale non come a qualcosa di immobile e indipendente dalla vita quotidiana, ma come a una realtà fragile e al tempo stesso vitale, che ha bisogno di essere conosciuta, curata, raccontata e continuamente reinterpretata. Il patrimonio, infatti, diventa spesso davvero visibile ai nostri occhi proprio quando è minacciato. Ma conservare non significa soltanto proteggere ciò che è rimasto. Significa anche trovare nuovi modi per restituire significato a ciò che rischia di essere perduto. Non è un caso che la rassegna si apra con lo spettacolo “Echi francescani”, in piazza Émile Chanoux ad Aosta.
La piazza, nel cuore della città, sorge infatti sul sito un tempo occupato dalla chiesa e dal convento francescano, fondati nel XIV secolo e destinati a scomparire nel XIX secolo. Quella memoria può però tornare ad emergere attraverso linguaggi contemporanei, musica, danza, narrazione, facendo riaffiorare una parte della storia della città. L’iniziativa si inserisce inoltre nelle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, riportando idealmente nel tessuto urbano una presenza che ne ha segnato profondamente la storia. È proprio da qui che si può comprendere il senso più ampio della manifestazione: in diverse località della Valle d’Aosta, castelli, siti archeologici, musei e luoghi della cultura diventano spazi di incontro e di partecipazione, con ingressi gratuiti o a tariffa ridotta.
Ma il programma non si limita al patrimonio monumentale: accanto alle architetture e alle testimonianze archeologiche trovano spazio tradizioni artigiane, architetture rurali, alpinismo, paesaggio e saperi botanici, esplorando a 360 gradi la varietà del patrimonio materiale e immateriale valdostano. Sono circa 70 le iniziative previste sul territorio, grazie alla collaborazione di 9 comuni e 38 partner. Visite guidate, aperture straordinarie, itinerari tematici e percorsi immersivi permetteranno di conoscere luoghi noti da prospettive nuove, ma anche di avvicinarsi a patrimoni meno conosciuti. Particolare attenzione è riservata anche alle famiglie e ai bambini, con laboratori creativi, visite animate e percorsi di scoperta, pensati per avvicinare bambini e ragazzi alla storia e alla cultura attraverso modalità partecipative e coinvolgenti.
Non mancano inoltre proposte didattiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, perché la tutela del patrimonio passa inevitabilmente anche dalla conoscenza e dalla costruzione di una consapevolezza condivisa.
Il programma completo è disponibile al link: https://valledaostaheritage.com/events/plaisirs-de-culture-2026/
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