La nuova mostra dedicata alla romanità della città e del territorio, allestita sotto i portici di piazza Chanoux e inaugurata a fine giugno, insieme alla riapertura al pubblico del Teatro romano, avvenuta il 3 luglio, offrono un’occasione unica per riscoprire Aosta e i suoi siti archeologici, testimoni silenziosi di una storia millenaria. Camminando tra le strade della città contemporanea, il visitatore si trova infatti a dialogare costantemente con il passato.
L’Arco di Augusto, antico custode dell’ingresso orientale della città, accoglie chi si appresta a entrare nel centro storico attraverso la Porta Prætoria, il principale accesso all’antica Augusta Prætoria. Oltrepassata la porta, si staglia imponente il Teatro romano, come una scenografica quinta monumentale sopravvissuta al trascorrere dei secoli. Con la sua facciata alta oltre venti metri, scandita da archi e finestre, rappresenta una delle testimonianze monumentali più ammirate della Valle d’Aosta. Nel cuore della città antica si svela poi il Criptoportico forense, straordinario sistema di gallerie seminterrate che trasporta il visitatore in una dimensione sospesa nel tempo, pochi metri sotto il ritmo della città moderna.
A breve distanza, il MAR – Museo Archeologico Regionale racconta la lunga storia urbana attraverso oggetti della vita quotidiana, corredi funerari, iscrizioni e manufatti che restituiscono voce agli antichi abitanti del territorio. Oltre la cinta muraria, conservata per gran parte del suo perimetro, sulla collina settentrionale si erge la Villa della Consolata, residenza di grande prestigio edificata in un momento di poco precedente o contemporaneo alla fondazione della colonia romana.
Proseguendo verso ovest si raggiunge invece il MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo, che custodisce testimonianze della Preistoria e della cultura megalitica di eccezionale importanza e presenta una sezione dedicata all’età romana, dove la dimensione della vita quotidiana si intreccia con quella funeraria e religiosa. Un vero e proprio viaggio immersivo nella romanità alpina, reso ancora più suggestivo dal contesto naturale che circonda la città.
Protagonista di questa stagione sarà proprio il Teatro romano che, dopo tre anni di interventi destinati alla riqualificazione dell’area archeologica e dei percorsi di visita, è tornato ad accogliere il pubblico. Tra le novità figurano anche strumenti digitali di approfondimento, accessibili tramite QR code e consultabili direttamente sul proprio smartphone. Il tutto a pochi passi dalle montagne. Quelle stesse cime che, oltre duemila anni fa, i Romani guardarono inizialmente con timore, riconoscendone però ben presto il valore strategico per il controllo delle vie di comunicazione attraverso le Alpi. Ancora oggi esse costituiscono uno degli elementi distintivi del paesaggio valdostano e il fondale naturale di una città che conserva, nel tessuto urbano contemporaneo, l’eredità straordinaria del suo passato romano.