un sorso di solidarietà

Piccole bottiglie, grandi gesti: la fiera di Sant'Orso raccontata in una grappa.

È dove la viticoltura eroica si arrampica sui pendii più scoscesi che nasce una delle espressioni più autentiche della distillazione italiana: la grappa valdostana. Prodotta in piccole quantità, figlia di un territorio esigente e generoso al tempo stesso, rappresenta un patrimonio identitario che unisce saperi antichi, materie prime locali e un profondo rispetto per la montagna.

In questo solco si inserisce l’edizione limitata firmata dalle Distillerie St. Roch – Levi – Ottoz in occasione della 1026ª Fiera di Sant’Orso: 600 bottiglie numerate di Grappa monovitigno di Müller Thurgau, pensata per celebrare la manifestazione più antica e simbolica della Valle d’Aosta.

La scelta del Müller Thurgau non è casuale. Vitigno capace di esprimere freschezza ed eleganza anche in quota, diventa materia viva di una distillazione artigianale attenta e rigorosa, che restituisce un distillato coerente, pulito, profondamente legato al territorio. A impreziosire l’edizione 2026 è anche il manifesto ufficiale della Fiera di Sant’Orso, firmato dallo Studio Arsenale di Davide Bongiovanni con le illustrazioni di Annie Roveyaz.

Grappa distillerie Saint-Roch Levi Ottoz, edizione limitata La Saint Ours 2026

Giunta al decimo anno consecutivo, l’iniziativa Saint-Roch si distingue però soprattutto per la sua dimensione solidale. Parte significativa del ricavato sarà devoluta al fondo “Oggi per Domani per il Durante e dopo di noi”, gestito dal Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta presso la Fondazione Comunitaria. Una solidarietà concreta, misurabile, che nel tempo ha permesso di finanziare interventi importanti: dall’acquisto di un mezzo privo di barriere architettoniche per il trasporto di carrozzine a servizi e percorsi di autonomia pensati per le persone più fragili.

«Tradizione, qualità e solidarietà possono rafforzarsi reciprocamente», sottolinea Nicola Rosset, titolare delle Distillerie St. Roch – Levi – Ottoz. Ed è forse proprio qui che la grappa di Sant’Orso trova il suo significato più profondo: non solo prodotto d’eccellenza, ma strumento di comunità.

Così, tra i banchi della Fiera e il freddo di gennaio, una piccola bottiglia continua a raccontare una storia più grande: quella di una Valle che, attraverso i suoi saperi, sceglie di prendersi cura di sé.